La telefonata choc di Roberto Mollo: “Venite, ho sparato, c’è un uomo a terra”

Il caso di Roberto Mollo, indagato per l’omicidio di Gjovalin Lazri a Baldissero d'Alba. Le parole dell'avvocato sulla telefonata al 112 e l'attesa per l'esame balistico.

Il caso dell’omicidio di Baldissero d’Alba, che vede indagato il 35enne Roberto Mollo per la morte di Gjovalin Lazri, si arricchisce di nuovi elementi dopo la diffusione della chiamata d’emergenza al 112. Mentre la difesa punta sulla tesi dell’uomo terrorizzato che ha agito per proteggersi, i legali della vittima sollevano dubbi su presunte contraddizioni nel racconto dei fatti avvenuti quella notte nella cascina di Cuneo.

La telefonata al 112: “Un uomo spaventato e sconvolto”

L’avvocato Piermario Morra, difensore di Mollo, ha commentato duramente la pubblicazione dell’audio della chiamata d’emergenza trasmesso dal Tg1. Secondo il legale, le parole del suo assistito sono la prova lampante di uno stato di shock e profondo turbamento. “Ho avuto dei ladri in casa e mi sono difeso. Ho paura, ho fatto da solo”, diceva Mollo all’operatore alle 2:17 di notte. La difesa sottolinea come il 35enne abbia richiesto lui stesso l’intervento dei soccorsi per l’uomo a terra, confermando un atteggiamento non preordinato ma dettato dal timore per la propria incolumità. Attualmente l’uomo, denunciato a piede libero, resta nella sua abitazione e si occupa quotidianamente del suo bestiame sotto la supervisione dei carabinieri.

L’importanza degli accertamenti balistici e l’ipotesi della banda

Un punto cruciale dell’indagine sarà l’esame balistico, previsto entro la fine del mese. Sebbene siano stati esplosi ben dodici colpi, soltanto uno ha raggiunto mortalmente Lazri al collo. Per l’avvocato Morra, la traiettoria del proiettile sarà fondamentale per confermare la dinamica della legittima difesa. Gli inquirenti, nel frattempo, continuano a indagare sulla possibilità che la vittima facesse parte di una banda di “trasfertisti” provenienti dal Torinese, introdottasi nel cortile della cascina per un tentativo di furto finito in tragedia.

Le perplessità della famiglia Lazri: “Versioni contraddittorie”

Di parere opposto è l’avvocata Roberta Sisimbro, che assiste la famiglia di Gjovalin Lazri. Secondo la legale, la telefonata al 112 presenterebbe elementi contraddittori riguardanti la reale posizione degli intrusi e il loro atteggiamento verso il proprietario di casa. L’accusa di omicidio volontario e tentato omicidio resta al centro del dibattito: la parte civile attende l’esito dell’autopsia e della consulenza balistica per valutare eventuali opposizioni a una futura richiesta di archiviazione. La distanza tra le due tesi rimane netta, in attesa che i rilievi tecnici chiariscano se si sia trattato di una reazione proporzionata o di un eccesso punibile penalmente.