Un’imponente operazione della Guardia di Finanza di Napoli ha portato al sequestro preventivo di quasi 153 milioni di euro in crediti d’imposta legati a società del settore edilizio facenti capo ad Alfredo Guerri. Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura, ha comportato il “congelamento” immediato dei beni nei cassetti fiscali. Sebbene l’inchiesta non colpisca direttamente la Juve Stabia, la notizia è stata seguita da un radicale ribaltone ai vertici del club calcistico, con la nomina di un nuovo Consiglio d’Amministrazione e l’uscita di scena dello stesso Guerri.
L’inchiesta sui crediti d’imposta e il sistema delle cessioni
Le indagini, focalizzate sul periodo compreso tra il 2021 e il 2024, ipotizzano la creazione di crediti d’imposta attraverso interventi edilizi rientranti nel Superbonus che, in realtà, non sarebbero mai stati effettuati o sarebbero stati realizzati solo in minima parte. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, una volta generati, questi crediti fittizi venivano inseriti in un complesso circuito di cessioni tra società con l’obiettivo finale di essere monetizzati o utilizzati in compensazione fiscale. Il sequestro odierno mira a bloccare definitivamente la circolazione di tali asset, impedendo che vengano ulteriormente scambiati o trasformati in liquidità, restando dunque bloccati nei cassetti fiscali delle imprese coinvolte.
Rivoluzione Juve Stabia: revocato il CdA e nominato Alfonso Morrone
Nonostante l’estraneità del club sportivo ai fatti contestati, la proprietà della Juve Stabia ha reagito con una decisa manovra di riorganizzazione societaria. La Domus srl, che detiene il 100% delle quote del club di Serie B, ha disposto la revoca per giusta causa del precedente CdA, che vedeva Alfredo Guerri alla presidenza. Al suo posto è stato nominato Alfonso Morrone come nuovo presidente, mentre la carica di vicepresidente è stata affidata a Salvatore Scarpa. Il nuovo assetto dirigenziale, che comprende anche Mario Ferrara come consigliere, punta a garantire continuità e trasparenza alla società stabiese in un momento particolarmente delicato sul fronte giudiziario per l’ex patron.
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