Torre Annunziata: rissa tra clan al Maximall Pompeii, 9 arresti

Operazione della Polizia contro i clan Gionta e IV Sistema dopo la rissa al centro commerciale Maximall Pompeii. 9 ordinanze cautelari, Valentino Gionta junior è ricercato.

Nella mattinata odierna, la Polizia di Stato, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Napoli, ha inferto un duro colpo alla criminalità organizzata di Torre Annunziata. Gli agenti hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 9 persone (7 trasferite in carcere e 2 agli arresti domiciliari), accusate a vario titolo di reati gravissimi tra cui rapina, rissa, violenza privata e detenzione di armi, tutti aggravati dal metodo mafioso. Al centro dell’inchiesta, la violenta guerriglia urbana scoppiata nel maggio del 2025 all’esterno del centro commerciale Maximall Pompeii.

Lo scontro per il territorio e la rissa al Maximall

Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Napoli e dal commissariato di Torre Annunziata, hanno ricostruito le dinamiche di un conflitto esploso tra due organizzazioni rivali: lo storico clan Gionta e il gruppo emergente del cosiddetto IV Sistema. La scintilla sarebbe stata uno “sconfinamento” territoriale non autorizzato. Secondo gli inquirenti, alcuni esponenti del IV Sistema avrebbero notato la presenza dei rivali dei Gionta in un locale considerato sotto la propria influenza, scatenando una violenta rissa nel parcheggio del noto centro commerciale situato tra Pompei e Torre Annunziata. L’episodio non rimase isolato: per ritorsione, il clan Gionta avrebbe successivamente organizzato una “stesa” intimidatoria nel Rione Penniniello, roccaforte del IV Sistema.

Caccia a Valentino Gionta junior: il rampollo è in fuga

Nonostante il successo dell’operazione, resta un obiettivo primario per le forze dell’ordine: Valentino Gionta junior è attualmente ricercato. Figlio di Aldo e nipote dell’omonimo boss fondatore del clan (attualmente all’ergastolo), il giovane Valentino è considerato il rampollo della famiglia e una figura centrale nelle nuove gerarchie criminali oplontine. Le accuse nei suoi confronti, così come per gli altri indagati, riguardano anche la pubblica intimidazione con l’uso delle armi, a dimostrazione della spregiudicatezza con cui i due gruppi si contendevano il controllo delle aree di influenza, anche in luoghi pubblici e affollati.

Un clima di terrore tra rapine e armi da fuoco

L’ordinanza odierna evidenzia come i due gruppi criminali non si limitassero ai soli scontri fisici, ma utilizzassero la forza delle armi per imporre la propria egemonia. Oltre alla rissa, agli indagati sono contestati episodi di rapina e violenza privata, atti volti a ribadire la propria presenza sul territorio napoletano. Il monitoraggio delle forze dell’ordine resta altissimo, mentre proseguono le attività di ricerca per rintracciare Gionta Jr e assicurarlo alla giustizia, nel tentativo di arginare l’escalation di violenza che ha segnato i rapporti tra vecchi e nuovi clan della criminalità locale.