Soccavo, rifiuti speciali abbandonati a due passi dal campetto: denunciata una 55enne

I Carabinieri di Napoli hanno denunciato una 55enne del Rione Traiano per sversamento illecito di rifiuti speciali nei pressi di un campetto di calcio a Soccavo. Fondamentale la segnalazione di un cittadino. Leggi la notizia.

La lotta al degrado urbano e allo smaltimento illecito di rifiuti segna un nuovo punto a favore della legalità a Napoli, precisamente nel quartiere di Soccavo. I Carabinieri hanno infatti denunciato una donna di 55 anni, incensurata, sorpresa ad abbandonare scarti pericolosi e materiali edili in una zona frequentata dai giovani del posto. L’episodio, avvenuto nel cuore del Rione Traiano, sottolinea ancora una volta l’importanza della collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine per la tutela del territorio.

Il blitz a via Simonetti: incastrata dalla segnalazione di un cittadino

L’operazione è scattata grazie alla prontezza di un residente che, assistendo alla scena in via Saverio Simonetti, non ha esitato a contattare la centrale operativa. La donna aveva raggiunto l’area a ridosso di un campetto di calcio di quartiere per disfarsi di un carico ingombrante e potenzialmente inquinante.

Tra i materiali abbandonati illegalmente sono stati rinvenuti tubazioni, ferri vecchi, scarti edili, ma anche sostanze pericolose come bidoni di vernice e una tanica di benzina. Un accumulo di rifiuti speciali che minacciava il decoro e la salute pubblica, proprio in un luogo destinato allo sport e alla socialità dei ragazzi della zona.

L’identificazione e il sequestro dell’area

I militari della stazione di Rione Traiano, agendo in stretto coordinamento con la control room istituita presso il Comando Regione Carabinieri Forestale Campania, sono riusciti a risalire rapidamente all’identità della 55enne. Per la donna è scattata immediatamente la denuncia alla Procura partenopea con l’ipotesi di reato di sversamento illecito di rifiuti.

Contestualmente all’identificazione della responsabile, i Carabinieri hanno provveduto al sequestro dell’area interessata, impedendo che lo smaltimento abusivo potesse proseguire o che i materiali pericolosi venissero ulteriormente dispersi nell’ambiente. L’intervento si inserisce in un più ampio piano di monitoraggio del territorio volto a contrastare le “ecomafie” cittadine e l’inciviltà legata alla gestione dei rifiuti.