Il 10 agosto non è mai stata una data qualunque per la famiglia Celentano. Sono passati esattamente tre decenni da quel pomeriggio del 1996, quando la piccola Angela, di soli tre anni, svanì nel nulla durante una gita sul Monte Faito, a Castellammare di Stabia. Da quel momento, il tempo si è fermato e accelerato allo stesso tempo, in un limbo fatto di indagini internazionali e silenzi assordanti. Oggi, a trent’anni esatti dalla scomparsa, papà Catello e mamma Maria hanno affidato ai social un messaggio che è un manifesto di resistenza e amore incondizionato.
Oltre il logorio del tempo: una presenza quotidiana
Trent’anni sono un’era infinita anche per il dolore, eppure le parole della famiglia Celentano mostrano come la memoria possa restare vivida. Nel post pubblicato stamattina, si legge una riflessione amara ma potente sulla condizione umana: “Gli anni passano e possono logorare le forze, i pensieri e segnare la pelle… ma mai la speranza”.
Non è solo il tempo che scorre, è il corpo che cambia portando i segni di una battaglia invisibile. Per Catello e Maria, Angela non è una fotografia sbiadita o una pratica giudiziaria da archiviare. “Non servono date per ricordarti perché non sei una ricorrenza ma ogni giorno che passa non è che un altro giorno senza di te”, scrivono. Questa distinzione è fondamentale: la famiglia rifiuta la logica dell’anniversario, trasformando l’assenza in una presenza costante che abita ogni battito del cuore e ogni pensiero quotidiano.
Una “follia” chiamata amore: l’obiettivo di riabbracciarsi
Questa attesa infinita viene descritta dalla famiglia con una lucidità disarmante, definendo la propria tenacia come una forma di resistenza che sfida la logica comune: “Quella speranza che non fa rumore, che mantiene viva ogni possibilità e sostiene il tempo che passa”.
C’è una consapevolezza profonda nel loro messaggio, quella di chi sa che il mondo esterno potrebbe guardare a questa attesa con scetticismo. “Potrebbe sembrare follia… Ma noi siamo ancora qui a sperare e credere che prima o poi tutto questo finirà”. È in questa “follia” che risiede la forza di una famiglia che, dal 10 agosto 1996, ha un unico, incrollabile obiettivo: “poterti raggiungere, ovunque tu sia”. Il post si chiude con una promessa che suona come un arrivederci, non come un addio: “A presto Angela. La tua famiglia».
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