Il repertorio dei truffatori si arricchisce di un nuovo, fantasioso personaggio. Non bastavano più i finti nipoti in difficoltà, i tecnici del gas o i legali pronti a risolvere fantomatici problemi giudiziari. A Sorrento, in una delle zone più panoramiche ma isolate della costiera, ha fatto il suo esordio la figura del “perito di tribunale”. Un ruolo inedito utilizzato per raggirare una donna di quasi 99 anni e suo figlio di 68, in un piano che univa pressione psicologica e una messa in scena studiata nei minimi dettagli.
La trappola telefonica: “La sua auto è stata usata per una rapina”
Tutto ha inizio con lo squillo di un vecchio telefono fisso. Dall’altro capo del filo, una voce autorevole si presenta come un Maresciallo dei Carabinieri di Sorrento. La tecnica è quella classica del terrore: il sedicente militare informa il figlio 68enne che la sua automobile sarebbe stata utilizzata per compiere una rapina. Per “dimostrare l’innocenza” e permettere un confronto con la refurtiva, l’uomo viene convinto a raccogliere con urgenza denaro contante e gioielli presenti in casa. Disorientato e spaventato, il 68enne prepara insieme alla madre un bottino di circa 2.500 euro, a cui si aggiungono bracciali, collane e persino il prezioso anello della nonna.
Il debutto del “perito” e l’intervento del genero
Mentre le vittime attendono istruzioni, il finto maresciallo annuncia l’arrivo imminente di un perito del tribunale incaricato di ritirare i beni per la “comparazione”. È a questo punto che la trama dei truffatori subisce un colpo di scena inaspettato. Proprio mentre madre e figlio stanno ultimando i preparativi, entra in casa il genero della donna. L’uomo intuisce immediatamente il pericolo e, senza perdere un secondo, contatta i veri Carabinieri della Compagnia di Sorrento, fornendo i dettagli necessari per far scattare la trappola.
L’imboscata dei Carabinieri: arrestato un 22enne
Quando il sedicente perito si presenta davanti all’abitazione, convinto di aver portato a termine il colpo, trova ad attenderlo i militari, quelli con gli alamari autentici, già appostati in zona. In manette è finito un 22enne di origini marocchine, colto in flagrante mentre cercava di impossessarsi dei risparmi della centenaria. Il giovane, che in tribunale ci finirà questa volta per davvero, dovrà rispondere del reato di truffa aggravata. In attesa di giudizio, il presunto truffatore è stato sottoposto alla misura dei arresti domiciliari.
Un fenomeno in evoluzione: l’importanza della prevenzione
L’episodio di Sorrento conferma come le organizzazioni criminali dedite alle truffe agli anziani siano in grado di rinnovare costantemente il proprio modus operandi, introducendo figure professionali credibili per abbassare le difese delle vittime. Grazie alla prontezza dei familiari e alla costante presenza sul territorio delle forze dell’ordine, che hanno fornito consigli preziosi per prevenire le truffe, è stato possibile sventare un reato che non colpisce solo il patrimonio, ma anche la stabilità emotiva delle fasce più fragili della popolazione. La refurtiva, fortunatamente, è rimasta nelle mani dei legittimi proprietari.
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