“È complice di una rapina”: truffa del finto maresciallo a una 83enne a Sorrento

I Carabinieri di Sorrento hanno arrestato un 34enne di Ponticelli per tentata truffa ai danni di un'anziana di 83 anni. Ecco il piano del "finto maresciallo".

Non si ferma l’ondata di tentativi di truffe agli anziani in penisola sorrentina, ma la risposta delle forze dell’ordine si conferma implacabile. Dopo l’arresto di un 22enne a Sorrento, spacciatosi per un finto perito, a Piano di Sorrento i Carabinieri della compagnia locale hanno sventato l’ennesimo raggiro, arrestando un uomo di 34 anni originario di Ponticelli poco prima che riuscisse a dileguarsi con il bottino. Grazie a una perfetta sinergia tra la vittima, i suoi familiari e i militari, il malvivente è finito in manette in flagranza di reato.

La spietata sceneggiatura: “Lei è complice di una rapina”

Il piano criminale ha seguito un copione ormai noto, ma con una pressione psicologica particolarmente aggressiva. La vittima, una donna di 83 anni, è stata contattata telefonicamente da un finto maresciallo che le ha raccontato una storia surreale: una gioielleria era stata rapinata e uno dei ladri, una volta catturato, avrebbe fatto il suo nome indicandola come complice.

Per “risolvere” la questione giudiziaria, il truffatore ha preteso la consegna di soldi e oro, intimando alla donna di giurare fedeltà e solitudine: “Signora mi deve giurare che lei è in casa da sola, mi dica la verità e si ricordi che lei è sotto giuramento, mi ripeta ‘lo giuro’”. Una manovra perversa finalizzata a garantire che nessun parente potesse intervenire e smascherare l’inganno.

Il blitz dei Carabinieri e l’arresto in flagrante

A rompere l’incantesimo della truffa è stata la figlia dell’anziana, che intuendo il pericolo ha immediatamente allertato i Carabinieri della stazione di Piano di Sorrento. I militari sono intervenuti con estrema rapidità, raggiungendo l’abitazione mentre la vittima era ancora al telefono con il malintenzionato. In pieno accordo con le forze dell’ordine, l’incontro per la consegna del denaro è stato organizzato nei minimi dettagli.

Quando il complice operativo si è presentato alla porta per riscuotere il “pagamento”, non ha trovato una donna indifesa, ma gli uomini dell’Arma pronti a intervenire. L’uomo, identificato come A.T., 34enne già noto alle forze dell’ordine, è stato bloccato e arrestato all’istante. Attualmente si trova ai domiciliari in attesa di giudizio e dovrà rispondere dell’accusa di tentata truffa aggravata. Questo ennesimo arresto sottolinea l’importanza di denunciare immediatamente dopo ogni telefonata sospetta, permettendo ai Carabinieri di agire con tempestività ed estirpare questo fenomeno odioso.