Serpente esotico abbandonato in strada: salvato dal CITES a Santa Maria la Carità

Un esemplare di serpente del grano è stato recuperato dai Carabinieri del CITES a Santa Maria la Carità, nel napoletano. Probabile abbandono per la specie esotica non microchippata.

Un insolito e pericoloso ritrovamento ha scosso la tranquillità di Santa Maria la Carità, in provincia di Napoli. Un esemplare di serpente lungo circa un metro è stato avvistato in strada da un automobilista di passaggio, che ha immediatamente allertato le autorità. L’animale, identificato come un Pantherophis guttatus (comunemente noto come serpente del grano), è stato tratto in salvo dai Carabinieri del CITES, specializzati nella tutela delle specie protette, evitando che una probabile situazione di abbandono si trasformasse in tragedia per l’esemplare e per l’ecosistema locale.

Il ritrovamento e l’intervento dei Carabinieri

L’allarme è scattato quando un cittadino ha notato il rettile strisciare vivo lungo la carreggiata. Sul posto sono intervenuti inizialmente i Vigili del Fuoco di Castellammare di Stabia, che hanno poi richiesto il supporto specialistico dei militari del CITES. Il serpente, sebbene non velenoso, ha causato apprensione data la taglia e la natura esotica. La vicenda ricorda da vicino quanto accaduto pochi giorni fa a Castel Volturno, dove un pitone reale è stato rinvenuto chiuso in un sacchetto. In entrambi i casi, l’ipotesi più accreditata è quella dell’abbandono volontario da parte di proprietari che, dopo l’acquisto, hanno deciso di disfarsi dell’animale.

Una specie esotica priva di microchip

Il serpente del grano è una specie non autoctona, originaria del Nord America, ma estremamente diffusa nel mercato dei rettili da compagnia in Italia, dove può essere acquistata legalmente a prezzi che variano dai 60 ai 100 euro. Tuttavia, dai primi controlli medici è emerso che l’esemplare recuperato era privo di microchip o di qualsiasi sistema identificativo. Questa mancanza rende difficile risalire al proprietario e conferma la criticità del commercio di animali esotici, che se rilasciati in natura possono mettere a serio rischio la biodiversità locale e la sicurezza pubblica.

Sequestro e indagini sulla provenienza

Dopo il recupero in sicurezza, il rettile è stato sottoposto a sequestro penale e trasferito presso una struttura specializzata idonea alla detenzione di animali esotici, dove riceverà le cure e gli accertamenti sanitari necessari. Nel frattempo, i Carabinieri proseguono le indagini per individuare i responsabili dell’abbandono. Il reato ipotizzato non riguarda solo la crudeltà verso l’animale, destinato a morte certa in un ambiente ostile, ma anche i potenziali pericoli derivanti dall’introduzione di specie aliene nel territorio campano.