Napoli ricorda Giancarlo Siani: a 41 anni dall’omicidio inaugurata l’opera “Sine Die” all’Arenella

Napoli rende omaggio a Giancarlo Siani nel 41° anniversario della sua morte. Inaugurata l'opera "Sine Die" alle Rampe Siani alla presenza del sindaco Manfredi e della famiglia. à

Sono trascorsi esattamente 41 anni da quel tragico 23 settembre 1985, giorno in cui la camorra uccise sotto casa, nel quartiere Arenella, il giornalista Giancarlo Siani. Per onorare la sua memoria, questa mattina è stata inaugurata l’opera “Sine Die” presso le rampe che oggi portano il suo nome, a pochi passi dal luogo dell’agguato. Alla cerimonia hanno preso parte le principali autorità cittadine e regionali, tra cui il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, il prefetto Michele di Bari e il fratello del giornalista, Paolo Siani, uniti nel deporre una corona di fiori in segno di eterno rispetto.

L’opera “Sine Die”: un simbolo di memoria viva

L’installazione artistica, che ritrae la celebre sagoma sorridente di Giancarlo ispirata a una delle sue fotografie più iconiche, nasce con l’obiettivo di sottrarre il ricordo al solo rito dell’anniversario per trasformarlo in una presenza costante nella vita dei cittadini. Come sottolineato dal sindaco Manfredi, l’opera rappresenta un patto di responsabilità tra le istituzioni e la comunità nella lotta senza sosta alla criminalità organizzata. Il sorriso di Giancarlo, impresso sulle rampe, continua a parlare alle giovani generazioni, indicando nel coraggio e nella ricerca della verità la strada maestra per il bene comune.

Il valore del giornalismo libero e della legalità quotidiana

La figura di Giancarlo Siani resta il simbolo di un giornalismo rigoroso e senza compromessi, capace di svelare le trame dei clan senza piegarsi alle minacce. L’assessore alla Legalità Antonio De Iesu ha ribadito l’importanza di diffondere questi valori attraverso l’arte urbana, ricordando che la legalità si costruisce giorno dopo giorno. Preservare la memoria di Siani nel luogo simbolo del suo percorso non è solo un dovere civile, ma un monito a non abbassare mai la guardia contro ogni forma di sopruso, celebrando un uomo che ha pagato con la vita il suo amore per la libertà d’informazione.