Mentre l’Italia registra circa 9 milioni di veicoli privi di copertura assicurativa, Napoli emerge con dati allarmanti: 37 auto su 100 e oltre la metà dei motorini circolano senza RC Auto, alimentando un cortocircuito economico che penalizza chi rispetta le regole.
Secondo i dati illustrati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la provincia partenopea detiene l’incidenza più alta di evasione assicurativa, con oltre 725 mila veicoli scoperti. La situazione diventa estrema per le due ruote: il 53,2% delle moto e l’incredibile cifra dell’84,4% dei ciclomotori viaggiano senza polizza. Sebbene il Governo punti a potenziare i controlli automatizzati e incrociati per ridurre questo fenomeno, il dato numerico nasconde una verità più profonda e controversa: la fuga dall’assicurazione è spesso figlia di costi insostenibili che non trovano riscontro nella realtà dei fatti.
Meno incidenti ma premi più alti: la denuncia di Borrelli
Il dato più grave, infatti, non riguarda solo l’evasione, ma la discriminazione tariffaria che colpisce la Campania. Nonostante Napoli registri una mortalità urbana e un numero di incidenti stradali inferiori rispetto a città come Torino, Milano o Bologna, i premi assicurativi restano i più cari d’Italia. Un’ingiustizia sollevata con forza dal deputato Francesco Emilio Borrelli, il quale ha denunciato come i dati Istat smentiscano il pretesto della “maggiore sinistrosità” al Sud. Già nel novembre 2025, Borrelli aveva proposto una mozione per introdurre un Premio Medio Nazionale per i guidatori virtuosi (senza sinistri da 10 anni), ma l’Aula ha respinto l’iniziativa. Il risultato è un “gioco truccato”: un automobilista napoletano in prima classe arriva a pagare molto di più di un milanese con una classe di merito meno virtuosa, nonostante le statistiche dicano che regioni come la Liguria o la Lombardia costino molto di più alle compagnie in termini di risarcimenti per sinistri.
Controlli e lotta alle disparità territoriali
Per invertire la rotta, il Ministero sta predisponendo un piano di verifiche automatizzate, ma la vera sfida resta il riequilibrio sociale. È inaccettabile che chi risiede in Campania debba pagare il triplo o il quadruplo rispetto ad altre regioni solo per una questione di CAP di residenza. Come sottolineato nelle proteste dei cittadini e nelle aule parlamentari, finché non si premieranno davvero i guidatori onesti eliminando il pregiudizio territoriale, l’evasione resterà una piaga difficile da sanare. La battaglia per un’assicurazione equa non è solo una questione di legalità stradale, ma un atto dovuto per tutelare milioni di cittadini che, pur non causando incidenti, si ritrovano a finanziare un sistema che li penalizza ingiustamente.
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