Ritorsione dopo il test antidroga: spari contro il Serd di Acerra, arrestata una coppia

Operazione a Acerra: arrestati un 48enne e una 47enne. Spararono colpi d'arma da guerra contro il Serd dopo un test tossicologico positivo.

Una vicenda di estrema gravità ha portato all’arresto di un uomo di 48 anni e della sua compagna di 47, entrambi finiti in carcere su disposizione del GIP del Tribunale di Nola. L’operazione, condotta dai Carabinieri sotto il coordinamento della Procura locale, mette fine a un’indagine iniziata a seguito di un inquietante atto intimidatorio avvenuto all’esterno del Serd di Acerra, nella provincia di Napoli.

L’agguato con munizioni da guerra

Le indagini hanno preso il via nel novembre dello scorso anno, dopo l’esplosione di almeno quattro colpi d’arma da fuoco contro la struttura sanitaria. L’episodio aveva destato particolare allarme non solo per la violenza del gesto, ma anche per il tipo di munizionamento utilizzato: i militari hanno infatti rinvenuto bossoli calibro 9×19 con stampigliatura NATO, classificate come munizioni da guerra. L’attività investigativa ha permesso di ricostruire la dinamica dell’attacco, individuando nel 48enne l’esecutore materiale degli spari, mentre la compagna avrebbe fornito il supporto logistico e i mezzi necessari.

Il movente: la paura di perdere la figlia

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il folle gesto avrebbe una chiara natura ritorsiva legata a questioni personali della donna. La 47enne, infatti, era sottoposta a controlli tossicologici periodici presso il Serd di Acerra su disposizione del Tribunale per i Minori. Risultata positiva a cocaina ed eroina, la donna avrebbe temuto l’allontanamento della figlia minorenne dal nucleo familiare. Questa situazione avrebbe spinto la coppia a pianificare l’attacco contro la struttura sanitaria, colpevole, nella loro visione, di aver certificato l’uso di sostanze stupefacenti.

Le misure cautelari

Grazie alla raccolta di prove schiaccianti prodotte dall’Arma, la Procura di Nola ha richiesto e ottenuto la custodia cautelare in carcere per entrambi i soggetti. Le accuse sono pesantissime e riguardano non solo l’atto violento contro la struttura pubblica, ma anche la detenzione e il porto di armi e munizionamento da guerra. I due indagati sono stati prelevati e trasferiti presso i rispettivi istituti penitenziari in attesa di processo.