Festa dei Gigli di Barra: l’omaggio commovente per il piccolo Domenico Caliendo

Grande commozione alla Festa dei Gigli di Barra per l'omaggio a Domenico Caliendo, il bimbo morto al Monaldi. Il ricordo della mamma e le indagini in corso.

La domenica del 27 settembre ha segnato il momento più intenso della Festa dei Gigli di Barra, la storica celebrazione religiosa e popolare che anima ogni anno la periferia orientale di Napoli. Quest’edizione, tuttavia, ha portato con sé un carico di emozione particolare: la tradizionale “ballata” è diventata l’occasione per onorare la memoria di Domenico Caliendo, il bambino di soli due anni e mezzo scomparso lo scorso febbraio in seguito a un trapianto di cuore.

Un giglio e una canzone per “un figlio di Barra”

Durante la mattinata, la paranza “Insuperabile” ha sollevato un obelisco interamente dedicato al piccolo Domenico. Oltre al maestoso Giglio, al bambino è stata dedicata una canzone inedita, un brano toccante che lo descrive come un vero “figlio di Barra”. La madre di Domenico, Patrizia Mercolino, ha assistito all’evento visibilmente commossa, dichiarando di aver ricevuto un’accoglienza straordinaria: “Vedere quanto affetto gli hanno riservato mi ha scosso profondamente. Non trovo le parole giuste per ringraziare la comunità per tutto questo amore; quello che hanno fatto per lui è qualcosa di fuori dal normale”.

Il dolore e la vicinanza della comunità

Uno dei momenti più carichi di tensione emotiva è stato l’incontro tra la famiglia e i bambini del quartiere. La signora Mercolino ha raccontato con le lacrime agli occhi di come i piccoli si siano avvicinati per dirle: “Domenico gioca con noi”. Questo legame indissolubile tra il quartiere e il ricordo del figlio ha rappresentato un conforto enorme per la donna, che ha promesso di tornare sempre a Barra: “D’ora in poi verrò qui da loro con il cuore. Vedere che, dopo tutti questi mesi, mio figlio è ancora così amato è un’emozione indescrivibile”.

Le indagini sulla morte: il nodo del cuore artificiale

Mentre Barra si stringe nel ricordo, prosegue l’iter giudiziario per accertare le responsabilità della morte del piccolo. Attualmente risultano indagati 7 medici dell’ospedale Monaldi, dove Domenico è deceduto dopo circa due mesi dal trapianto fallito. Secondo quanto emerso dalla super perizia disposta dalla Procura di Napoli, il bambino avrebbe potuto salvarsi se fosse stato utilizzato un cuore artificiale in seguito alle complicazioni post-operatorie. Le indagini continuano per fare luce su eventuali negligenze che hanno spezzato una vita così giovane.