La morsa del caldo torrido non accenna ad allentare la presa sulla Campania. Dopo un giovedì 6 agosto che, secondo gli esperti di 3Bmeteo, si è confermato come la giornata più rovente dell’estate per estensione delle temperature elevate, il panorama meteorologico dei prossimi giorni resterà dominato dall’anticiclone africano. Per un reale ricambio d’aria e una tregua significativa, i cittadini campani dovranno probabilmente attendere la seconda metà del mese.
Temperature record nell’entroterra e afa sulle coste
In questi giorni, le aree interne della regione hanno registrato picchi estremi, con la colonnina di mercurio che ha toccato localmente i 39-40 gradi. Situazione differente, ma altrettanto difficile, lungo la fascia costiera e a Napoli: sebbene i valori termici siano leggermente inferiori, l’elevata umidità trasforma il caldo in afa opprimente. Questo fenomeno impedisce il raffreddamento naturale, rendendo particolarmente critiche non solo le ore diurne, ma anche quelle serali e notturne, durante le quali la sensazione di disagio fisico rimane molto alta.
Il ruolo del Mediterraneo e le cause dell’afa
Come spiegato dal meteorologo Edoardo Ferrara, l’aria proveniente dal Nord Africa, pur nascendo secca, si carica di umidità attraversando il Mediterraneo. Il risultato è un caldo “appiccicoso” che attanaglia le città di mare. A peggiorare il quadro contribuisce il mare surriscaldato: dopo oltre due mesi di temperature sopra la media, le acque rilasciano durante la notte il calore accumulato, mantenendo alte le minime. Una situazione che impedisce quel refrigerio notturno fondamentale per il benessere dei cittadini.
Le previsioni: fiammata di Ferragosto e rischi meteo
Nonostante una lieve attenuazione prevista per il weekend (più avvertibile al Nord), il Sud Italia vedrà una nuova espansione dell’alta pressione africana durante la prossima settimana. Si prevedono temperature nuovamente vicine ai 38-40 gradi. Una svolta potrebbe arrivare solo verso il 17-18 agosto, con l’ingresso di correnti fresche dal Nord Europa. Tuttavia, l’accumulo di calore rappresenta un pericolo: l’energia termica in gioco potrebbe alimentare temporali violenti, nubifragi e grandinate non appena l’aria fresca scalfirà la cupola di calore, un rischio che rimarrà alto anche per l’inizio dell’autunno.
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