Morto in carcere Costantino Russo, figlio di Peppe ‘o Padrino. Indagini in corso

Morto in carcere il 39enne Costantino Russo, figlio del boss dei Casalesi “Peppe ‘o Padrino”. Arrestato a luglio, aveva deciso di collaborare con la giustizia. La Dda di Napoli indaga sulle cause del decesso.

È morto in carcere Costantino Russo, figlio del boss dei Casalesi Giuseppe Russo detto “Peppe ‘o Padrino”. Il 39enne era stato arrestato agli inizi di luglio in un blitz congiunto della Dia e della Guardia di Finanza e, secondo gli inquirenti, aveva preso le redini della fazione Russo-Schiavone del cartello del Casertano. Il decesso sarebbe stato causato da un infarto, ma la Dda di Napoli sta ancora effettuando accertamenti. Poco dopo il suo arresto, Russo aveva deciso di collaborare con la giustizia, una scelta condivisa anche dalla moglie e dai figli.

La successione al vertice del clan

L’inchiesta che ha portato in manette Costantino Russo si è conclusa con l’ordinanza di custodia cautelare eseguita il 7 luglio scorso nei confronti degli eredi di “Peppe ‘o Padrino”, detenuto dal 2004 e sottoposto al regime del 41-bis. Secondo gli elementi raccolti dagli inquirenti, il 39enne aveva assunto il comando del clan al posto del padre e degli zii MassimoFrancesco e Corrado, tutti detenuti e fedelissimi del superboss Francesco Schiavone detto “Sandokan”.

Il riciclaggio attraverso il turismo e la ristorazione

Attraverso le indagini è stato ricostruito anche il sistema economico del gruppo criminale: per ripulire i proventi illeciti il clan investiva nei settori del turismo, ricreativo e della ristorazione nella provincia di Caserta, soprattutto tra AversaCastel Volturno e Casal di Principe, e in un caso anche nella provincia di Napoli. Contestualmente sono state sequestrate 14 aziende del valore complessivo di due milioni di euro (gelaterie, bar e stabilimenti balneari tra Castel Volturno e Pineta Grande) e sono stati trovati orologi di lusso e centomila euro in contanti.