Non si placa l’eco di violenza dopo l’aggressione avvenuta in via Bernini, nel cuore del Vomero, dove un uomo è stato brutalmente linciato da un gruppo di oltre dieci giovanissimi. L’uomo, intervenuto per proteggere le proprie figlie, ha riportato ferite gravissime, ma il dramma non si è concluso con l’aggressione fisica: la famiglia è ora vittima di un clima di intimidazione che si è esteso anche ai social network, tra insulti e minacce di nuovi raid.
Linciaggio e minacce: il dramma della famiglia di Roberto
Le condizioni di salute del padre aggredito restano serie: oltre a una grave lesione alla gamba — causata dal passaggio di un autocompattatore durante le fasi concitate del linciaggio — Roberto presenta ematomi, escoriazioni e ferite su tutto il corpo e alla testa. Ciò che preoccupa maggiormente, tuttavia, è la sicurezza delle figlie, che continuano a subire minacce. Nonostante molti dei responsabili siano già stati identificati, dalle loro famiglie non sono arrivate scuse, bensì un atteggiamento ostile che alimenta il timore di ritorsioni. In risposta a questa escalation di violenza legata al fenomeno delle baby gang, le mamme del Vomero hanno indetto un presidio democratico per sabato sera in Piazza Vanvitelli, chiedendo interventi drastici e il ripristino della legalità nel quartiere.
L’appello di Borrelli: “Tolleranza zero contro la delinquenza giovanile”
Sulla vicenda è intervenuto duramente Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, che insieme a Nelide Milano (portavoce delle mamme anti violenza) ha fatto visita alla famiglia colpita. Borrelli chiede una risposta ferma da parte dello Stato affinché non si resti indifferenti davanti a tale brutalità.
“Ci troviamo di fronte a una situazione di una gravità inaudita che non può essere archiviata come una semplice bravata tra ragazzi – dichiarano Francesco Emilio Borrelli, deputato Avs, che ha seguito la vicenda andando anche a trovare la famiglia del padre aggredito, e Nelide Milano portavoce delle mamme anti violenza a Napoli -. Il papà Roberto ha mostrato un coraggio enorme per proteggere le sue figlie, ed è inaccettabile che oggi la famiglia debba persino vivere nel terreore di ritorsioni o nuovi attacchi da parte di questo branco irresponsabile. Chiediamo che tutte le istituzioni competenti si costituiscano parte civile nel futuro processo per dare un segnale forte e inequivocabile: la città non piega la testa di fronte alla delinquenza giovanile. Saremo al fianco delle mamme e dei cittadini al presidio di sabato in Piazza Vanvitelli per pretendere presidi fissi, tolleranza zero e la piena assunzione di responsabilità anche da parte dei genitori di questi baby delinquenti”.
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