Una vicenda di inaudita crudeltà ha scosso la comunità di Marano di Napoli, dove la violenza più cieca ha colpito chi è già segnato dalla sofferenza. Raffaele Rosa, un ragazzo di 36 anni affetto da sclerosi multipla e totalmente invalido, è stato vittima di un vile attentato: la sua automobile, una Hyundai i10 acquistata solo pochi mesi fa con enormi sacrifici, è stata completamente distrutta dalle fiamme. L’episodio, avvenuto nel cuore della notte in via Ungheria, non sembra essere un caso isolato di vandalismo, ma assume i contorni inquietanti di una ritorsione mirata per un richiamo legato al rispetto delle regole civili.
La ritorsione per un gesto di civiltà e la condanna di Borrelli
Il movente dietro questo rogo doloso risalirebbe a circa dieci giorni fa. Raffaele, trovando il proprio stallo riservato ai disabili occupato abusivamente, aveva lasciato sul parabrezza del trasgressore un biglietto dai toni civili e ironici: “Ti auguro con tutto il cuore di poter avere i requisiti per parcheggiare”. Questo invito al senso civico è stato interpretato come una sfida da chi non accetta le norme, portando a una vendetta vigliacca che ha privato Raffaele del suo unico mezzo di autonomia. Sulla vicenda è intervenuto duramente il deputato Francesco Emilio Borrelli, definendo l’atto un’inciviltà intollerabile e chiedendo alle forze dell’ordine la massima celerità per individuare i responsabili di questo vile atto intimidatorio.
Solidarietà concreta: la raccolta fondi su GoFundMe
Per rispondere a questa ingiustizia, la parte sana della comunità si è immediatamente mobilitata. Lo stesso Raffaele ha deciso di non arrendersi e ha lanciato una campagna di raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe, intitolata “Ricompriamo l’auto a Raffaele De Rosa”. L’obiettivo è raccogliere la somma necessaria per acquistare un nuovo veicolo, fondamentale per le sue necessità quotidiane e per le cure legate alla sua patologia. Grazie al supporto del web e alla risonanza data da cittadini e istituzioni, la solidarietà sta crescendo velocemente e già sono stati raccolti oltre 20.000 euro: un modo concreto per dimostrare che la generosità collettiva può sconfiggere la prepotenza e restituire dignità e libertà di movimento a chi ha subito un torto così grave.
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