Si chiude il cerchio attorno a un presunto esponente del clan Amato-Pagano, protagonista di una fuga che durava ormai da diverse settimane. Gli ufficiali della Direzione Investigativa Antimafia (DIA) di Napoli, in stretta sinergia con i militari della Compagnia dei Carabinieri di Casoria, hanno rintracciato e tratto in arresto l’uomo, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli.
La fine della latitanza
L’uomo era riuscito a rendersi irreperibile lo scorso 22 giugno, sfuggendo al blitz che aveva portato in carcere altri due coindagati. Da quel momento, le attività di ricerca non si sono mai fermate, concentrandosi sugli spostamenti dei fiancheggiatori e sul monitoraggio del territorio. L’arrestato è gravemente indiziato di aver agito in concorso per il reato di tentata estorsione, un’azione criminale ulteriormente aggravata dall’utilizzo del metodo mafioso.
Il racket dell’edilizia a Casavatore
L’indagine, coordinata meticolosamente dalla DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) di Napoli, ha fatto luce sulle dinamiche criminali imposte dal clan Amato-Pagano nel comune di Casavatore. Al centro dell’inchiesta ci sarebbero le pesanti pressioni esercitate contro diversi imprenditori edili impegnati in cantieri sul territorio. L’obiettivo del clan era quello di imporre il pizzo, soffocando l’economia legale attraverso minacce e intimidazioni tipiche delle organizzazioni camorristiche.
Il controllo del territorio
L’operazione odierna conferma l’attenzione delle forze dell’ordine e della magistratura verso l’area nord di Napoli, storicamente sotto l’influenza della fazione degli “Scissionisti”. Con questo arresto viene neutralizzato un gruppo che tentava di riorganizzare le attività di racket e controllo del territorio, garantendo così una risposta decisa dello Stato a tutela delle imprese e della legalità a Casavatore e nei comuni limitrofi.
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