Vulcano Buono, il ristorante Serafina dopo 18 anni rischia la chiusura. 15 famiglie a rischio

Dopo quasi vent'anni al Vulcano Buono di Nola, Serafina potrebbe lasciare il centro commerciale. Contratto in scadenza il 15 settembre 2026 e 15 posti di lavoro a rischio. La società: "Pronti al dialogo per evitare la chiusura".

Un rapporto che dura da quasi vent’anni potrebbe terminare nel giro di pochi giorni. Il ristorante Serafina, storico inquilino del Vulcano Buono di Nola, rischia di non vedere rinnovato il proprio contratto e di dover abbassare la saracinesca il prossimo 15 settembre. Sul piatto ci sono 15 posti di lavoro.

Il nodo del contratto e la proposta di rilancio

Alla base della possibile rottura c’è il mancato rinnovo del contratto di affitto di ramo d’azienda, scaduto il 30 giugno 2026 e poi prorogato al 15 settembre. Durante la proroga, la proprietà aveva chiesto alla Sveva Ristorazione (titolare del marchio Serafina) di presentare un progetto di rinnovamento del locale. La società ha risposto con diverse ipotesi elaborate da professionisti, ma a quanto pare senza successo.

Il rischio occupazionale e l’appello al dialogo

Se la decisione di non rinnovare fosse confermata, il ristorante chiuderebbe e 15 dipendenti perderebbero il posto. L’amministratore Gianpaolo Quagliata non nasconde la preoccupazione, ma ribadisce la disponibilità al confronto: “Siamo e restiamo disponibili a valutare qualsiasi strada che possa consentire alla nostra società la continuità aziendale all’interno del Centro Vulcano Buono. Il nostro obiettivo è salvaguardare non solo il valore dell’azienda, ma soprattutto il posto di lavoro dei nostri dipendenti”.

Le radici storiche di Serafina al Vulcano Buono

Serafina è presente nel centro commerciale sin dalla sua apertura nel dicembre 2007. In quasi vent’anni di presenza ha accompagnato l’evoluzione del Vulcano Buono e oggi chiede che quella storia possa continuare, evitando la chiusura e la conseguente perdita dei 15 posti di lavoro.

La società si riserva comunque ogni iniziativa a tutela dei propri diritti, ma continua a sperare in una soluzione condivisa con la proprietà.