Un’operazione della Polizia di Stato ha portato all’arresto di due uomini, A.I. di 31 anni e S.S. di 48 anni, accusati di una violenta rapina ai danni di un 73enne avvenuta lo scorso luglio a Secondigliano. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP di Napoli, mette fine alla fuga dei due malviventi che avevano agito con estrema spregiudicatezza. Particolarmente pesante il profilo di uno dei due arrestati, S.S., già noto alle cronache per un tragico precedente: nel 2011 fu coinvolto nella rapina a un turista americano nei pressi del Porto di Napoli, che perse la vita dopo nove giorni di agonia a causa delle lesioni riportate durante l’aggressione.
L’agguato col “filo di banca” e l’inseguimento col portellone alzato
La dinamica del colpo, avvenuto il 24 luglio, è stata ricostruita minuziosamente dagli inquirenti. La vittima era stata individuata all’uscita di un ufficio postale di via del Cassano dopo aver prelevato mille euro. Mentre A.I. monitorava l’anziano all’interno (identificato successivamente grazie ai numerosi tatuaggi e ai profili social su TikTok), il complice S.S. attendeva all’esterno a bordo di una Fiat Panda. I due hanno pedinato l’uomo, che viaggiava su una bicicletta elettrica, e per evitare di essere ripresi dalle telecamere hanno percorso i tratti stradali con il portellone posteriore dell’auto sollevato, nascondendo così la targa. In via Aspromonte, i rapinatori hanno tamponato l’anziano facendolo cadere rovinosamente a terra, per poi minacciarlo di morte — “Ti ammazzo! Dammi i soldi!” — e sottrargli contanti e cellulare.
L’indole criminale e la chiusura delle indagini
Le indagini, condotte dal Commissariato di Secondigliano e coordinate dalla Procura, si sono avvalse delle immagini di videosorveglianza e della profonda conoscenza del territorio degli agenti. Per il GIP, i due indagati hanno mostrato una “spiccata indole criminale” e una pericolosa spregiudicatezza, agendo in pieno giorno e non esitando a mettere in pericolo la vita di un anziano, dimesso poi con una prognosi di otto giorni. Il coinvolgimento di S.S. in un episodio del passato dalle conseguenze letali ha aggravato ulteriormente la valutazione sulla sua pericolosità sociale. Entrambi sono stati trasferiti in carcere, ponendo fine a una serie di condotte criminali che, secondo i magistrati, sarebbero state certamente reiterate se i due fossero rimasti in libertà.
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