Un’operazione congiunta tra i Carabinieri e le autorità regionali ha portato al sequestro di un’imponente cava calcarea nel comune di Casamarciano. Nonostante i provvedimenti restrittivi già in vigore, l’attività estrattiva procedeva illecitamente, ignorando le normative antimafia e ambientali.
L’ispezione e la violazione dei sigilli amministrativi
L’intervento è stato condotto dai Carabinieri del nucleo informativo del gruppo di Castello di Cisterna, insieme ai militari della stazione di Tufino e al personale dell’ufficio “Miniere, Torbiere e Risorse Geotermiche” della Regione Campania. Durante l’ispezione, le forze dell’ordine hanno accertato che l’estrazione di materiale proseguiva indisturbata, nonostante sulla struttura gravasse un’informazione interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Avellino. Oltre al provvedimento prefettizio, l’area era già stata oggetto della revoca dell’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) da parte del Comune di Casamarciano, rendendo di fatto ogni operazione sul sito completamente illegale.
Sequestri e denunce: bloccata l’attività estrattiva
A seguito degli accertamenti, i militari hanno proceduto al sequestro dell’intera area di 260mila metri quadrati e di 10 mezzi pesanti, tra cui escavatori e camion utilizzati per la movimentazione del marmo. Il legale rappresentante dell’azienda, aggiudicataria della gara per la gestione del sito e la commercializzazione dei materiali, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria. L’operazione si è conclusa con la revoca definitiva dell’autorizzazione estrattiva, ponendo fine a un’attività condotta in aperto spregio delle interdizioni di legge e delle tutele territoriali.
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