Non si arresta l’escalation di violenza che sta macchiando di sangue le notti di Napoli e della sua provincia. L’ultimo drammatico episodio si è consumato poco dopo la mezzanotte a Volla, dove un ragazzino di appena sedici anni è rimasto vittima di un’aggressione a colpi di coltello. Il giovane è stato trasportato d’urgenza all’Ospedale del Mare con una profonda ferita al braccio, riaccendendo l’allarme sulla sicurezza tra i giovanissimi.
L’aggressione nella “zona rossa” e il muro di omertà
Secondo le prime ricostruzioni, l’episodio sarebbe avvenuto nei pressi della villa comunale di Volla, un’area che la Prefettura ha recentemente dichiarato “zona rossa” proprio per contrastare i fenomeni di criminalità e degrado. La scintilla della violenza sarebbe scoppiata all’esterno di un locale, probabilmente per futili motivi o per uno sguardo di troppo. Nonostante la prognosi di dieci giorni e le cure ricevute, il minorenne ha mantenuto un atteggiamento poco collaborativo con le forze dell’ordine, non fornendo elementi utili per identificare il suo aggressore.
Indagini in corso: al vaglio le telecamere di sicurezza
Gli inquirenti sono ora al lavoro per ricostruire l’esatta dinamica della zuffa e dare un volto ai responsabili. Al setaccio ci sono le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nei pressi della villa comunale e del locale interessato. La speranza degli investigatori è che l’analisi dei filmati possa colmare i vuoti lasciati dalle dichiarazioni della vittima. Resta centrale il tema della circolazione incontrollata di armi da taglio tra i minori, una piaga sociale che richiede una risposta decisa non solo dalle istituzioni, ma anche dalle famiglie, chiamate a collaborare per fermare questa deriva di follia.
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