Tre anni fa veniva ucciso Giogiò Cutolo. La madre: “Intitolategli Piazzale Tecchio”

Daniela Di Maggio, madre di Giovanbattista Cutolo, propone di rinominare Piazzale Tecchio in memoria del figlio musicista. L'appello lanciato alla presenza del Ministro Piantedosi.

A tre anni dalla tragica scomparsa di Giovanbattista Cutolo, il giovane musicista dell’Orchestra Scarlatti Young ucciso in Piazza Municipio, la madre Daniela Di Maggio torna a far sentire la sua voce. Durante la cerimonia di commemorazione tenutasi lunedì 31 agosto, alla quale ha preso parte anche il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, è stata lanciata una proposta destinata a far discutere: intitolare al giovane, noto a tutti come Giogiò, l’attuale Piazzale Tecchio a Fuorigrotta.

La battaglia per la memoria e il superamento del passato

La richiesta della Di Maggio non è solo un atto di amore materno, ma un preciso appello politico e sociale rivolto alle istituzioni. La madre del musicista ha chiesto di sostituire i nomi di strade e piazze ancora dedicate a figure legate al ventennio fascista o alla firma delle leggi razziali (come appunto Vincenzo Tecchio) con quelli di chi, come suo figlio, ha incarnato valori positivi. “Per me la memoria è fondamentale” ha dichiarato Daniela Di Maggio, sottolineando come Giogiò sia stato un martire che ha saputo anteporre il concetto di ‘noi’ all’individualismo imperante della società moderna.

L’intervento del Governo e la sicurezza urbana

Presente alla cerimonia, il Ministro Matteo Piantedosi ha raccolto l’appello, evidenziando come la tragedia di Cutolo abbia segnato un punto di svolta nell’azione pubblica. Il Ministro ha ricordato l’importanza di provvedimenti come il Decreto Caivano, volti a contrastare la dispersione scolastica e la criminalità giovanile, territori in cui proliferano violenze assurde come quella che ha stroncato la vita del 24enne. Secondo Piantedosi, oggi esiste un margine di intervento pubblico più ampio per prevenire simili tragedie, testimoniato da una platea istituzionale unita, senza distinzioni politiche, nel ricordo di un giovane che è diventato simbolo di una Napoli che vuole cambiare.