Napoli-Como 1-2, l’analisi tattica: c’è poco da stare Allegri

Napoli-Como 1-2. Gli uomini di Fabregas sfruttano gli errori della difesa azzurra, ma vincono con merita. Partenopei troppo rinunciatari e senza idee.

Non certo memorabile l’esordio in casa del Napoli nella stagione 2026-2027, che al Maradona deve inchinarsi a un Como superiore che, per lunghi tratti soprattutto del primo tempo, ha dominato la partita. Napoli poco coraggioso e soprattutto troppo pasticcione in difesa, dove ha concesso generosi omaggi ai lariani che non si sono fatti pregare per raccoglierli.

Napoli-Como 1-2, primo tempo di sofferenza totale

Il copione tattico, conoscendo i due allenatori, era piuttosto scontato: Como a fare la partita e a palleggiare e Napoli chiuso dietro pronto a ripartire in contropiede. Il Como fa girare veloce la palla, i centrocampisti azzurri corrono a vuoto e i difensori si perdono spesso gli esterni comaschi negli uno-due. Il Napoli decide di difendere basso ma, per farlo, serve una difesa ferrea ed ermetica. Invece sono tantissimi gli errori individuali, a partire da quello di Olivera che sbaglia totalmente l’intervento e apre un’autostrada a Diao, che offre all’ottimo Baturina la rete dello 0-1. Nonostante le difficoltà gli azzurri reagiscono e Hojlund dal nulla tira fuori il coniglio dal cilindro, inventandosi un gol da bomber puro. Ma la difesa partenopea fa acqua da tutte le parti e così, in un improbabile tentativo di costruzione da dietro, viene regalata un’altra palla a Douvikas che fa secco Meret.

Dentro De Bruyne, ma non basta

Nei primi 5 minuti della ripresa il Napoli è in balia totale del Como, così Allegri fa ben tre cambi: De Bruyne, Alisson e Spinazzola. Qualcosa cambia in effetti e un paio di azioni interessanti il Napoli le crea, ma vengono cestinate da Olivera e Alisson. Con De Bruyne c’è più geometria e inventiva, ma il Como si chiude a riccio e gli azzurri non trovano varchi. Il Napoli è stanco e fa fatica a creare qualcosa di pericoloso, ma destano qualche dubbio anche i cambi di Allegri, che toglie Hojlund (il migliore) e McTominay (male lo scozzese, ma uno come lui va tenuto sempre in campo) e lascia fuori Vergara, forse l’uomo più reattivo in questo momento, lanciando nella mischia Neres che ha bisogno di recuperare il ritmo partita (e questa non era certo il match ideale per farlo). Magari la condizione atletica non è delle migliori, ma questa squadra sembra ancora un cantiere aperto dove ci sono poche idee e anche abbastanza confusa. Allegri dovrà lavorare e tanto per dare una squadra a questa squadra.