Il bucato che sventola tra i vicoli, incorniciato dalla luce del sole, non è solo una necessità pratica ma un’icona mondiale della napoletanità. Eppure, questa immagine è diventata il centro di una polemica internazionale. Rémi Berthoux, sindaco di Thizy-les-Bourgs (una cittadina vicino Lione), ha recentemente emanato un decreto per vietare di stendere il bucato fuori dalle finestre, accompagnando l’annuncio istituzionale con una frase che ha immediatamente acceso gli animi: “Qui non siamo a Napoli”.
Il divieto e lo scivolone francese
L’ordinanza del primo cittadino francese punta a preservare la cosiddetta “qualità della vita” e il decoro urbano, ma l’uso di Napoli come termine di paragone negativo non è passato inosservato. Per Berthoux, l’immagine dei panni appesi tra un balcone e l’altro rappresenterebbe qualcosa da cui prendere le distanze per mantenere l’ordine. In realtà, quello che il sindaco francese liquida come mancanza di decoro, è per la metropoli partenopea un segno distintivo di identità: una fusione tra vita privata e spazio pubblico che i turisti di tutto il mondo fotografano come simbolo di una città viva, che non ha bisogno di monumenti per comunicare la sua anima.
La risposta di Napoli: “Non sapete cosa vi perdete”
La replica non si è fatta attendere. Carlo Puca, assessore alla Partecipazione attiva e all’Immagine del Comune di Napoli, ha risposto con fermezza e ironia attraverso i propri canali social. “Caro sindaco Berthoux, ha ragione: a Thizy-les-Bourgs non siete a Napoli. E glielo dico con sincero dispiacere, perché si perde parecchio”, ha esordito Puca. L’assessore ha sottolineato come la volontà di regolare il proprio territorio sia legittima, ma ha aspramente criticato l’uso di Napoli come etichetta negativa o “controesempio” di civiltà.
Storia, folklore e sostenibilità
Nella sua difesa, Puca ha ricordato che Napoli vanta oltre duemila anni di storia, arte e filosofia, e che i panni stesi sono parte integrante di questo racconto antropologico. Non si tratta di una costruzione folkloristica per i turisti, ma di una consuetudine nata dalla particolare conformazione urbana dei quartieri storici. Oltre al valore culturale, l’assessore ha rivendicato anche un primato ecologico: le lenzuola stese al sole della città all’ombra del Vesuvio asciugano perfettamente e a costo ambientale zero, rappresentando una pratica molto più sostenibile rispetto a qualunque asciugatrice moderna. Napoli, insomma, rivendica la propria identità, ricordando al collega francese che la bellezza di un vicolo animato vale molto più di una fredda e asettica uniformità urbana.
📢 Rimani sempre aggiornato
Seguici sui nostri canali o attiva le notifiche per la tua zona


