Rita De Crescenzo porta in Italia una scimmia dall’Egitto, scoppia la bufera sui social

Rita De Crescenzo scatena la polemica social mostrando una scimmietta appena portata dall'Egitto. Tra accuse di illegalità e la difesa dell'influencer, ecco cosa sta succedendo

Rita De Crescenzo, la nota influencer napoletana, è finita nuovamente nell’occhio del ciclone mediatico. Questa volta, a scatenare l’indignazione del web non sono state le sue solite performance coreografiche, ma la comparsa di un piccolo primate nei suoi video. Di ritorno da un viaggio in Egitto, la tiktoker ha mostrato ai follower quello che molti hanno definito un “souvenir vivente”, innescando un acceso dibattito sulla legalità e sull’etica della detenzione di animali selvatici.

La scimmia tra pannolini e biberon

Appena rientrata in Italia, Rita ha presentato ai suoi fan la piccola scimmietta, battezzata provvisoriamente Mimì. Nei video, l’animale appare vestito con una maglietta rosa e un pannolino, stretto al petto dell’influencer o intento a bere latte da un biberon. La De Crescenzo ha descritto la creatura come “dolcissima”, trattandola in tutto e per tutto come un neonato. Sebbene una parte dei fan si sia lasciata intenerire, la maggior parte degli utenti ha reagito con sgomento di fronte a scene che denotano una profonda umanizzazione dell’animale, lontano dal suo habitat naturale.

La rivolta del web: “Non è un souvenir”

La reazione della rete non si è fatta attendere e il messaggio Una scimmia non è un souvenir” è diventato rapidamente virale. Moltissimi utenti e associazioni animaliste hanno sollevato dubbi sulla provenienza del primate e sulla regolarità dei documenti necessari per l’importazione e la detenzione. Molte specie di scimmie sono infatti protette dalla convenzione CITES e la loro presenza in contesti domestici è vietata o strettamente regolamentata. Le critiche si sono concentrate sull’incapacità di una casa privata di soddisfare le esigenze etologiche di un animale selvatico, che necessita di spazi, socialità e cure veterinarie specifiche.

La difesa dell’influencer: “L’ho salvata dalla strada”

Di fronte alla pioggia di accuse, Rita De Crescenzo ha replicato con la sua consueta determinazione. Ha dichiarato di aver trovato la scimmietta (e un’altra, ora affidata a un familiare) in uno scatolone per strada e di aver agito per spirito di protezione. La tratto come un figlio”, ha ribadito l’influencer, mostrando peluche e accessori acquistati per Mimì. Tuttavia, le sue spiegazioni non hanno convinto i più scettici, specialmente perché le versioni tra il “salvataggio” e l’acquisto sembrano sovrapporsi, alimentando ulteriormente le richieste di un intervento delle autorità competenti per verificare il benessere dell’animale.

Rischi legali e sensibilità ambientale

Il caso solleva una questione più ampia legata al commercio di fauna esotica. Detenere un primate senza le dovute autorizzazioni può comportare pesanti sanzioni penali e il sequestro immediato dell’animale. Al di là dell’aspetto legale, gli esperti avvertono che strappare questi animali dal loro ambiente compromette la loro salute psicofisica. Mentre le polemiche continuano a infiammare TikTok, resta l’incognita sul destino di Mimì e sulla possibilità che questa vicenda porti a controlli ufficiali sulla regolarità dell’importazione.

 

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