Viaggi fantasma a Pozzuoli, la lettera di Mathias che commuove il web

Mathias Castellano, il ballerino di Pozzuoli bloccato dall'agenzia viaggi, volerà all'American Ballet. Scopri la storia del sogno salvato dalla solidarietà.

In quest’ultimo periodo Pozzuoli sta vivendo giorni molto complicati. Il terremoto ha messo in ginocchio la città che, ad oggi, conta quasi 3.000 sfollati, molti ancora in cerca di una sistemazione. A rendere ancora più drammatica la situazione è il caso dell’agenzia di viaggio “Viaggiare con Averno”, che non ha potuto garantire i viaggi ai suoi clienti benché avessero già pagato tutto. Molte famiglie sono rimaste a terra e, tra loro, c’è anche Mathias Castellano, giovane e promettente ballerino pronto a partire per New York per studiare danza all’American Ballet School.

Il ragazzo rischiava seriamente di veder sfumare il suo sogno ma, grazie anche all’interessamento del deputato Francesco Emilio Borrelli, la sua storia è diventata virale e così un’altra agenzia di viaggio, in totale anonimato, ha deciso di regalargli il viaggio. Una dimostrazione di come, anche dai drammi, possano nascere storie bellissime di grandissimo altruismo e generosità.

La lettera di Mathias

Mathias è rimasto profondamente colpito e commosso dall’agenzia di viaggio rimasta anonima, ma non ha dimenticato le sofferenze delle altre persone rimaste a terra che rischiano di perdere i soldi.

Per questo motivo Mathias ha voluto condividere sui social una lettera molto profonda e toccante, riassumendo la sua storia e mandando un messaggio di speranza, nonostante la bruttissima vicenda dei viaggi fantasma: “Ciao a tutti. Mi fermo un attimo a scrivere questo post perché sento il dovere e il bisogno dal cuore di raccontarvi tutta la verità, a modo mio, con le mie parole. Sono il ragazzo di 16 anni che aveva — e HA ancora il sogno di volare in America per studiare all’American Ballet. Una borsa di studio importantissima, una di quelle opportunità che non ti regala nessuno, ma che ti devi guadagnare con il sudore, i sacrifici e ore e ore di sala prove. Per realizzare questo sogno, mi sono affidato insieme alla mia famiglia a un’agenzia storica. Un’agenzia conosciuta, consigliata da tantissima gente. Ci siamo fidati. Ricordo ancora quando sono andato lì a fare i biglietti: la titolare mi accoglieva con il sorriso, scherzava, mi prendeva in giro affettuosamente… Io ero felice. Pensavo di aver trovato una persona seria a cui affidare un pezzo della mia vita e della mia libertà”.

La paura di perdere tutto

“E invece no. Fino a due giorni fa sembrava tutto normale, poi è arrivata quella maledetta telefonata e la foto di quel pezzo di giornale. Ho letto e non ci volevo credere: ‘Non è possibile che sia proprio la nostra agenzia’. E invece era proprio la nostra. Mio padre è corso subito lì per chiedere spiegazioni, telefoni spenti, il vuoto. Nessuno rispondeva più. Io ero totalmente disperato. E non per i soldi perché i soldi in qualche modo si rifanno, si lavora e si mettono da parte ma per la paura di perdere il mio sogno. Avevo il terrore di non fare in tempo con le vie legali, perché per il visto da studenti M1 avevo già inviato quei dati al consolato e temevo di dovere rifare tutto da capo e perdere la scadenza. In quel momento mi è crollato il mondo addosso”.

I sacrifici di una famiglia e l’appello ai coetanei

“Mia zia, vedendomi in quello stato, ha deciso di chiamare l’onorevole Francesco Emilio Borrelli. Lui ha letto la mia storia, si è appassionato alla mia causa e ha chiamato subito mio padre: ‘Ci vediamo stasera alle 22:00 tutti fuori all’agenzia per protestare’. Io ero a pezzi. Perché il sogno di un ragazzo di 16 anni non può finire così per colpa della disonestà altrui. I social spesso vengono usati per sciocchezze, ma questa volta sono serviti a mostrare la realtà. Per questo voglio fare un appello a tutti i ragazzi e le ragazze della mia età: studiate, lottate e credete nei vostri sogni, anche quando gli altri vi giudicano o non vi capiscono. Preferisco avere un sogno a 16 anni, fare enormi sacrifici e diventare un ballerino, piuttosto che perdermi per strada o fare una brutta fine. Preferisco andare a dormire la sera con il cuscino sotto la testa sapendo che sono una persona pulita e andando fiero di me e della mia famiglia. Perché per pagarmi quei biglietti, mio padre lavorava dalle 8:00 alle 18:00 in un’officina meccanica e poi staccava per andare a fare gli extra la sera. E mia madre, che non ha mai lavorato, ha fatto di tutto con tutta la sua volontà per potermi accompagnare. E vedere i sacrifici dei miei genitori calpestati e traditi da una persona che ha figli della mia età… mi ha fatto sentire più che umiliato. Io non auguro il male a nessuno, perché il male torna indietro a chi lo fa, ma certe cose non dovrebbero mai accadere”.

La catena di solidarietà e il lieto fine

“Ma la storia non finisce qui, ed è per questo che faccio questo post. Grazie al video pubblicato, che ha fatto milioni di visualizzazioni, la nostra voce si è fatta sentire. Ma soprattutto, un’agenzia speciale, una di quelle con un cuore grande che NON vuole nemmeno farsi pubblicità e vuole restare anonima (e questo gli fa ancora più onore), si è fatta avanti e ha comprato i biglietti per me, per mia madre e per mio padre. Oggi posso dire con orgoglio che mi sono fatto rispettare come cittadino! Ma non ce l’avrei mai fatta da solo. Devo dire grazie al signor Borrelli, ma soprattutto a TUTTI I CITTADINI E AL POPOLO DI POZZUOLI E NAPOLI. Pozzuoli sta passando un periodo difficilissimo tra terremoti, bradisismo e persone come mio zio che hanno la casa e l’attività bloccate e si sentono abbandonate dalle istituzioni. Eppure, nonostante tutti i problemi che la gente vive ogni giorno, centinaia di persone si sono fermate per sostenere me. Leggere tutti quei commenti, sentire le persone dire ‘io mi metto da parte, l’importante è che questo ragazzo realizzi il suo sogno’, mi ha spezzato il cuore dall’emozione. Ieri ero pieno di rabbia, oggi il mio cuore è pieno di gratitudine. Ora posso partire. Il mio sogno continua. Grazie a chi ci ha creduto, grazie a chi ha lottato con me, grazie alla gente del mio paese. Non lo dimenticherò mai”.