Caso Viaggiare con Averno a Pozzuoli: partono i primi rimborsi. La titolare: “Pagherò tutti”

Scandalo vacanze fantasma a Pozzuoli: Monica Grande, titolare di Viaggiare con Averno, rompe il silenzio. Iniziati i primi rimborsi per 19mila euro. Ecco le sue parole.

Svolta nel caso dell’agenzia “Viaggiare con Averno” di Pozzuoli, finita al centro di una bufera mediatica e giudiziaria per decine di vacanze pagate dai clienti ma mai effettivamente prenotate. Tante le persone rimaste a terra, come Mathias Castellano, giovane ballerino che ha rischiato di dire addio al suo sogno americano, salvato grazie all’intervento di un’altra agenzia che gli ha pagato il viaggio. Dopo settimane di silenzio e incertezza, la titolare Monica Grande è tornata a parlare, annunciando l’avvio delle procedure di restituzione del denaro. Secondo quanto riferito dalla titolare i primi rimborsi sono già stati erogati, segnando un primo passo verso la risoluzione di una vicenda che ha scosso profondamente la comunità flegrea.

La crisi aziendale e la verità della titolare

Intervenuta durante la trasmissione “La Vita in Diretta”, Monica Grande ha provato a spiegare i motivi che hanno portato al collasso della storica agenzia, attiva sul territorio da oltre vent’anni. Non si tratterebbe, secondo la sua versione, di una truffa pianificata, bensì di un crollo gestionale e psicologico.

La donna ha confessato: “Da un anno e mezzo, due anni sto vivendo una grossa crisi aziendale. Non riuscivo nemmeno più a cliccare un pulsante per autorizzare il pagamento di un treno, di un albergo… non riuscivo a fare più nulla”. In merito alla destinazione dei fondi versati dai clienti, ha poi precisato: “Un’attività è un calderone dove i soldi girano, non ne ho fatto uso personale”, lasciando intendere che le somme siano state assorbite dalle spese di gestione della società.

I rimborsi e la promessa: “Venderò la mia casa”

La priorità attuale resta la restituzione delle somme dovute, che secondo i legali della donna oscillano tra gli 80 e i 110mila euro. Ad oggi, la situazione vede i primi concreti segnali di ravvedimento: “Abbiamo iniziato i primi rimborsi – spiega Monica Grande – già nove famiglie, per 19mila euro. So che tante persone stanno male, che hanno pagato per le vacanze… a loro chiederò sempre scusa”.

La titolare ha ribadito la volontà di onorare ogni debito, anche a costo di sacrifici estremi, come la vendita della propria abitazione. La decisione di rendersi inizialmente irreperibile, ha spiegato, è stata dettata dal senso di colpa e dal timore per la propria incolumità: “Ho vissuto la situazione come un fallimento personale, e ho avuto paura perché sono arrivate minacce di morte, rivolte a me e ai miei familiari”.

La reazione dei clienti e le prossime tappe

Nonostante l’avvio dei primi pagamenti, resta alta la tensione tra le decine di famiglie coinvolte che attendono ancora di rientrare in possesso dei propri risparmi. Il caso, passato da essere una questione puramente commerciale a un vero e proprio “polverone” sociale, continua a essere monitorato con attenzione. Se da un lato l’ammissione di colpa e l’inizio dei rimborsi sembrano aprire uno spiraglio, dall’altro resta da capire quanto tempo occorrerà per coprire l’intero ammanco e se la vendita dei beni personali della titolare sarà sufficiente a risarcire tutti i truffati.