Abusivismo edilizio a Ischia, l’isola deturpata da un cantiere abusivo sulla scogliera [VIDEO]

Operazione dei Carabinieri a Forio d'Ischia: scoperto un edificio abusivo sulla scogliera grazie al sorvolo in elicottero. Sequestri e denunce per reati ambientali e falsità ideologica.

L’isola di Ischia, perla del Mediterraneo dalla bellezza mozzafiato, continua a combattere contro la fragile realtà del suo territorio, spesso ferito dal cemento illegale. Le cicatrici della frana del 2022 restano un monito indelebile sul legame tra dissesto idrogeologico e costruzioni fuori norma. Nonostante ciò, la pressione edilizia non si ferma: solo nel 2026, i Carabinieri hanno già effettuato 88 sopralluoghi, portando a 20 denunce e altrettanti sequestri preventivi. Solo pochi giorni fa è stato scoperto un villaggio abusivo sugli scogli a Barano, mentre è di oggi la notizia del ritrovamento di un cantiere abusivo in una posizione panoramica e sensibile, proprio a ridosso della scogliera nel comune di Forio.

L’occhio dall’alto: il blitz tra cielo e terra a Panza

La scoperta dello scempio ambientale è avvenuta grazie all’attività di sorvolo del Nucleo Elicotteri Carabinieri di Pontecagnano. Durante una perlustrazione aerea all’inizio di agosto, i militari hanno individuato pesanti strutture in cemento armato in località Panza, un’area protetta da rigorosi vincoli paesaggistici. Il successivo intervento coordinato tra i Carabinieri della Stazione di Forio, la Polizia Locale e l’Ufficio Tecnico Comunale ha confermato la gravità della situazione: le opere erano realizzate in totale assenza di autorizzazioni o in palese difformità dai titoli necessari, minacciando l’integrità della costa.

Irregolarità e falsi: il sequestro della proprietà dell’architetto svizzero

Le indagini hanno messo sotto la lente d’ingrandimento un’intera proprietà riconducibile a un architetto svizzero, composta da due distinti fabbricati. Il primo immobile era stato demolito e ricostruito abusivamente, con l’aggiunta di un seminterrato di 75 metri quadrati mai autorizzato. Il secondo, un locale già sequestrato nel 2016, presentava nuovi lavori illeciti avviati grazie alla dichiarazione di un tecnico compiacente, che aveva falsamente attestato la regolarità urbanistica del sito. I responsabili sono stati denunciati per costruzione abusiva in zona vincolata, violazione del vincolo paesaggistico e falsità ideologica, mentre l’intera area è stata posta sotto sequestro preventivo d’urgenza.