L’analisi tattica di Napoli-Bologna: Favasuli mette le ali, Lobotka insostituibile

Analisi tattica di Napoli-Bologna: dalla noia del primo tempo alla scossa decisiva di Favasuli e Lang. Il Napoli di Allegri vince di misura con Lobotka e guarda a Firenze.

Era fondamentale vincere e si è vinto. In un calcio che spesso pretende la bellezza, il Napoli sceglie la via della concretezza estrema, portando a casa tre punti che sanno di boccata d’ossigeno. La sfida contro un Bologna modesto ma ordinato è stata una partita dalle due facce: una prima metà dominata dalla noia e dal “vuoto” tattico, e una ripresa accesa dai cambi e dalla voglia di prendersi il campo. Non è ancora il tempo di pretendere il grande gioco, ma è il tempo dei punti, del non prendere gol e del saper soffrire per poi colpire.

Primo tempo: l’illusione e il grigiore del 4-2-3-1 “senza esterni”

L’avvio è da brividi: dopo sei minuti il Bologna passa con Theate, ma i centimetri del VAR – gli stessi che ci negarono il pari col Como – stavolta ci restituiscono il favore per un fuorigioco millimetrico. Scampato il pericolo, il Napoli si è “intristito” in 45 minuti piatti e senza futuro. Nonostante un discreto avvio con le chance di De Bruyne e Højlund, la manovra si è spenta in un ibrido tattico tra 4-3-3 e 4-2-3-1 giocato però senza ali. Politano è apparso evanescente e Vergara è rimasto svilito a sinistra, privando la squadra di ampiezza e verticalità. La squadra è apparsa bloccata, incapace di scardinare il “doppio pullman” rossoblù, producendo solo sprazzi isolati in un pomeriggio che sembrava destinato alla sterilità offensiva.

Secondo tempo: la fiammata dei subentrati e la firma di “Lobo”

La musica cambia nella ripresa quando compaiono finalmente gli esterni. Gli ingressi di Lang e Favasuli hanno restituito vita alle corsie: se il primo ha riacceso la sinistra con un redivivo Spinazzola, il ragazzo di Africo ha avuto un impatto devastante. In trenta secondi Favasuli ha fatto più di chi è uscito: tunnel, fondo e cross teso; un modo di attaccare in verticale che non si vedeva dai tempi di Lozano. Al 63° l’episodio chiave: imbeccata di De Bruyne per Favasuli, cross al bacio e piattone vincente di Lobotka. Un “Lobo” strepitoso, decisivo tanto in interdizione quanto in zona gol. Nel finale, mentre la difesa reggeva grazie a un Rafa Marin in crescita costante, si è vista la consueta battaglia di Lucca. Il centravanti, pur utile nel far salire la squadra, ha scatenato la rabbia feroce di Allegri con giocate sgraziate e contropiedi assassinati. Ma al netto delle sbavature, contava solo mettere Firenze nel mirino con tre punti in più in tasca.