Una violenta guerriglia urbana che ha rischiato di trasformarsi in tragedia ha portato a una rapida svolta giudiziaria. Le indagini lampo condotte dalla Polizia di Stato e dai Carabinieri hanno condotto all’arresto di otto persone coinvolte negli scontri post-partita tra Puteolana e Portici. Al centro della vicenda resta la drammatica situazione di Mario Spedaliere, il 34enne porticese che lotta tra la vita e la morte nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, dopo essere stato colpito selvaggiamente alla testa durante quella che appare come una vera e propria imboscata.
La confessione del 19enne e l’applicazione del Decreto Sicurezza
Tra i fermati spicca la figura di un giovane di 19 anni, il quale ha ammesso davanti agli inquirenti di essere l’esecutore materiale dell’aggressione. Sarebbe stato proprio lui a impugnare la mazza di legno e a colpire Spedaliere, provocandogli un gravissimo trauma cranico. Il ragazzo ha inoltre indicato alle forze dell’ordine il luogo in cui si era sbarazzato dell’arma, prontamente recuperata e sequestrata. Per lui l’accusa è di lesioni gravissime, mentre per gli altri sette arrestati — tra cui figurano cinque maggiorenni e tre minori — il reato contestato è di rissa aggravata. Significativo è l’utilizzo della flagranza differita per i minorenni, una procedura prevista dal recente Decreto Sicurezza del 23 ottobre scorso, applicata qui per la prima volta.
La dinamica dell’agguato e le condizioni della vittima
Gli scontri, che hanno coinvolto circa 40 persone, sono avvenuti nei pressi degli imbocchi della Tangenziale di Napoli subito dopo il termine del match. Secondo le ricostruzioni, i tifosi sono stati sorpresi in un agguato che ha scatenato il caos. Grazie alle immagini della videosorveglianza e alle testimonianze raccolte sul posto, gli inquirenti sono riusciti a identificare i primi responsabili, ma le indagini proseguono per rintracciare gli altri partecipanti. Nel frattempo, l’attenzione resta alta sulle condizioni di salute di Mario Spedaliere, ancora in coma farmacologico. In queste ore di angoscia, la famiglia ha ricevuto la visita dei sindaci di Pozzuoli e Portici e del parlamentare Francesco Emilio Borrelli, che si era unito all’appello della sorella della vittima per spingere i responsabili a costituirsi prima che venissero rintracciati dalle autorità.
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