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Napoli-Roma 3-3: azzurri belli ma fragili, ennesima occasione gettata alle ortiche

Analisi tattica di Napoli-Roma 3-3: la magia di Anguissa e la doppietta di McTominay illudono gli azzurri, traditi dal baricentro basso e dai soliti blackout difensivi.

Finire 3-3 contro la Roma dopo aver fatto tre gol lascia tantissima amarezza. Per un’ora si è visto forse il miglior Napoli dell’anno, una squadra veloce, aggressiva e bella da vedere. Poi, però, è tornato il solito grande difetto di questa stagione: la paura di vincere. Appena va in vantaggio, il Napoli smette di giocare, si schiaccia all’indietro e regala gol facili agli avversari. Era già successo con Inter, Fiorentina e Villarreal, ed è successo di nuovo con la Roma. A fine ottobre, questo limite comincia a pesare davvero troppo sulla classifica.

Sessanta minuti perfetti: pressing, grandi giocate e doppio vantaggio

Per i primi sessanta minuti la partita è stata quasi a senso unico. Il Napoli correva il doppio, recuperava palla subito e creava pericoli continui. A sbloccare la gara ci ha pensato Frank Anguissa con una rovesciata spettacolare, ciliegina sulla torta di una prestazione dominante a centrocampo.

La Roma si è confermata una squadra tosta e fisica, capace di colpire un palo con Cristante e di spaventare Meret con Malen. Eppure gli azzurri avevano il totale controllo del gioco. A inizio secondo tempo è arrivato il meritato raddoppio grazie a Scott McTominay, bravissimo a buttare dentro il pallone prima di testa e poi di piede per il 2-0. Con le grandi parate dell’ex Gollini e un paio di contropiedi falliti da Politano e Lang, la sensazione comune era che la partita fosse ormai chiusa.

L’uscita di Badiashile e l’errore di chiudersi in difesa

La gara è cambiata completamente al 60′. Il primo problema è stato l’ennesimo infortunio muscolare di Badiashile. Senza di lui e senza Rrahmani, la difesa ha perso ogni sicurezza. Il cambio con Beukema si è rivelato un disastro: il difensore olandese è apparso subito distratto e insicuro, sbagliando interventi elementari, per non parlare della sceneggiata sul 3-3.

Ma la colpa principale è stata dell’atteggiamento di tutta la squadra. Invece di continuare ad attaccare, il Napoli ha fatto la scelta peggiore: si è tirato indietro di trenta metri e si è chiuso nella propria area. Questa squadra non sa difendere vicino alla propria porta. La Roma ha buttato dentro attaccanti freschi come Castro e Rodrigo Mora e ha spinto in avanti persino il difensore Balerdi. Risultato? Nel giro di cinque minuti la difesa azzurra è andata nel panico più totale e ha regalato due gol facili, facendosi rimontare sul 2-2.

La doppietta di McTominay, i cambi lenti e la beffa al 90′

Il nuovo vantaggio firmato ancora da McTominay per il 3-2 (seconda doppietta consecutiva per lo scozzese) doveva chiudere la faccenda. Invece sono emersi tutti i limiti della gestione dalla panchina. Con De Bruyne e Anguissa senza più energie, i cambi sono arrivati troppo tardi e chi è entrato non ha aiutato, con la sola eccezione di un generoso Spinazzola.

Davanti, poi, sono state sprecate occasioni enormi: Politano si è fatto ipnotizzare da Gollini tutto solo davanti al portiere, divorandosi il gol della sicurezza. Nel finale caotico, con tanto di espulsione per Allegri, è arrivata la punizione definitiva: a due minuti dalla fine, un errore imbarazzante di Beukema ha permesso a Balerdi di fare il 3-3 e firmare la sua prima doppietta personale in carriera.

Troppi gol presi e un calendario che non fa sconti

I numeri recenti raccontano una situazione strana: tra Venezia, Bodo/Glimt e Roma il Napoli ha segnato sette gol, ma ne ha anche subiti sei. È paradossale per una squadra di Allegri, che di solito fa della solidità difensiva la sua forza migliore. A tutto questo si aggiungono i dubbi sul futuro di McTominay e Anguissa, i migliori in campo ma entrambi senza rinnovo di contratto.

Ora però bisogna svegliarsi in fretta. Mercoledì c’è la trasferta a Monza, e subito dopo arriveranno le sfide durissime contro Juventus, Porto e Lazio. Entro l’8 novembre capiremo dove può arrivare questo gruppo. Se il Napoli continuerà ad avere paura del risultato e a farsi rimontare ogni volta che va avanti, rischia di buttare via un intero campionato.

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