“L’inverno sta arrivando” – questo è il celebre motto della famiglia Stark della serie tv “Games of Thrones”, per annunciare l’arrivo di tempi funesti. Ebbene, tempi molto funesti sono all’orizzonte per il Napoli di Allegri, che ha perso anche il “derby dei disperati” nella sfida con la Juventus dell’ex Spalletti.
Un primo tempo al piccolo trotto
Nella formazione si leggono subito due notizie poco confortanti, che lasciano presagire una serata complicata: Rrhamani e Hojlund fuori (quest’ultimo messo ko da un virus influenzale), dentro Marianucci e Lucca. Proprio il tanto vituperato Lucca sfiora la rete nei primi minuti, ma trova un Vicario attento. La Juve sembra smarrita e impaurita, ma il Napoli non azzanna la partita con la cattiveria giusta e permette ai bianconeri di rientrare pian piano nel match. Nel finale paratissima di Meret, che stoppa un sinistro insidioso di Alajbegovic. Termina 0-0 un primo tempo scialbo e mediocre.
La “ritirata” nella ripresa
Nella ripresa De Bruyne e Di Lorenzo vengono sostituiti. Cambi accettabili solo se dettati da problemi fisici, ma se sono cambi di natura tattica Allegri ha toppato di brutto. Il belga, pur non brillando, era l’unico che provava a verticalizzare. Di Lorenzo, sulla fascia, quanto meno poteva dare un minimo di supporto a Politano. In cabina di regia ci è finito Gilmour, che ci ha capito poco o nulla. A destra invece ci è andato Marianucci, già ammonito, con Politano senza alcun supporto.
E poi il Napoli ha commesso il solito peccato capitale, arretrare fin dentro l’area di rigore, senza pressare al limite dell’area e senza accorciare. In questo contesto Alajbegovic ha avuto tutto lo spazio di avanzare indisturbato fino al limite dell’area e trovare il jolly con un sinistro da favola. Poi l’espulsione di Marianucci ha messo una pietra tombale sulle esili speranze di pareggio del Napoli, infatti nel finale è arrivato anche il 2-0 di Boga.
Una stagione già finita?
Il Napoli è ormai una squadra stanca, vecchia e allenata male da un allenatore che sembra aver perso il filo tattico. La squadra è ridotta all’osso e, considerando i tantissimi infortuni anche dell’anno scorso, forse è il caso di chiedersi cosa c’è che non va nella preparazione atletica da due anni a questa parte. Ma le colpe principali stanno nelle stanze dei bottoni, perché questa squadra è stata allestita da De Laurentiis, che l’ha evidentemente sopravvalutata.
Nonostante tutto qualcosa si può ancora salvare: c’è un girone di Champions da giocare e mancano 28 partite di serie A. In teoria il tempo per raddrizzare la stagione c’è, ma il problema è che la squadra è quella e dopo ogni partita si perdono pezzi. Il futuro è nero e nessuno si sarebbe aspettato una stagione così nell’anno del Centenario. Il proverbio dice “chiù nera ra mezzanotte nun pò venì”, quindi non possiamo fare altro che sperare che arrivino tempi migliori, perché non può piovere per sempre.
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