Buffi, affettuosi, coccoloni. I gatti sono tra gli animali più teneri esistenti sulla terra, con le loro fusa e i loro occhi dolci, eppure sono incredibilmente divisivi. C’è chi li odia e chi li ama. Tra le persone che li amano c’è una nostra lettrice, che ci ha segnalato una situazione spiacevole a Casalnuovo che va avanti da molto tempo. Lei è la tutrice di varie colonie feline sul territorio, ma il suo lavoro viene osteggiato da diverse persone convinte che i gatti siano animali sporchi e portatori di malattie.
Minacce, offese e pregiudizi: la difficile realtà di una tutrice delle colonie feline
Nonostante operi sul territorio di Casalnuovo dal 2012 con regolare riconoscimento comunale, la nostra lettrice si trova quotidianamente a dover fronteggiare un clima di ostilità e ignoranza. Le problematiche sono molteplici e pesanti: viene derisa, offesa e spesso additata come una persona “poco affidabile” o “pazza” solo per il suo amore verso gli animali. Molti cittadini sono erroneamente convinti che i gatti attirino sporcizia, blatte o topi, ma è il contrario. I topi e i ratti hanno un istinto primordiale che li spinge a stare lontani dai luoghi in cui sentono l’odore dei gatti. La presenza di una colonia felina sana funge da “scudo biologico”, poiché i roditori evitano quella zona per non rischiare la vita. Senza i gatti, in molte zone urbane, la popolazione di topi aumenterebbe drasticamente. Il paradosso è che spesso chi accusa i gatti di portare sporcizia getta rifiuti in strada in modo indiscriminato. Un sacchetto di spazzatura aperto attira molti più insetti e topi di quanto non faccia una colonia felina gestita correttamente.
Nonostante ciò, molte persone arrivano a impedirle fisicamente l’accesso a strade, marciapiedi o cortili, rendendo quasi impossibile il suo operato. C’è chi minaccia di avvelenare i gatti o di fare del male alla stessa tutrice. Addirittura, il nutrimento stesso dei felini viene impedito nonostante la signora assicuri una pulizia meticolosa dopo ogni pasto, proprio per evitare qualsiasi traccia di degrado. Queste barriere diventano problematiche serie soprattutto durante i periodi di sterilizzazione. Catturare un gatto per portarlo dal veterinario è un’operazione complessa che richiede calma e collaborazione, ma l’ostruzionismo di alcuni residenti rende il tutto ancora più difficile, se non impossibile.
Chi è e cosa fa il tutore di colonia felina?
Per comprendere meglio la situazione, è fondamentale spiegare chi sia questa figura, spesso vittima di pregiudizi ingiustificati. Il tutore non è un privato che nutre animali per hobby, ma una figura riconosciuta formalmente dal Comune. Si tratta di un cittadino che, in modo del tutto volontario e senza alcuna retribuzione, mette a disposizione il proprio tempo, il proprio impegno e il proprio denaro per la collettività. Il tutore si occupa di nutrire i gatti, ma anche di curarli: somministra antiparassitari, svermina i cuccioli e, a proprie spese (come ha scelto di fare la nostra lettrice dal 2019 a seguito di esperienze molto negative con le strutture pubbliche) provvede alla sterilizzazione per evitare la proliferazione incontrollata. È una forma di cittadinanza attiva che sopperisce a mancanze istituzionali, garantendo salute e decoro al territorio.
Le colonie feline: un bene comune protetto dalla legge
Ma cosa sono esattamente le colonie feline? Si definiscono tali i gruppi di gatti che vivono in libertà e frequentano abitualmente uno spazio comune. Contrariamente a quanto si pensi, la colonia non è un focolaio di malattie, ma una risorsa. I gatti sono predatori naturali di piccoli roditori e contribuiscono all’equilibrio biologico dell’area. È fondamentale sapere che, per legge, tutto ciò che si trova sul suolo pubblico, dagli alberi agli animali randagi, appartiene al Comune. I gatti delle colonie feline sono protetti e il loro maltrattamento non è solo un atto crudele, ma un reato.
Dal punto di vista legislativo, infatti, chiunque ferisca, avveleni o uccida un gatto di colonia rischia pesanti conseguenze penali. L’articolo 544-bis del Codice Penale punisce l’uccisione di animali con la reclusione, mentre l’articolo 544-ter sanziona il maltrattamento. Anche l’impedimento fisico a nutrire o curare i gatti può configurare reati legati alla violenza o alle minacce. Informare correttamente la cittadinanza è il primo passo per trasformare l’ostilità in rispetto: proteggere una colonia felina e chi se ne prende cura significa, in ultima analisi, rispettare la legge e la civiltà della propria comunità.
📢 Rimani sempre aggiornato
Seguici sui nostri canali o attiva le notifiche per la tua zona





