La Campania sta scivolando in una paralisi logistica senza precedenti. Lo sciopero degli autotrasportatori, indetto per protestare contro il caro carburanti, sta mettendo in ginocchio Napoli e la sua provincia. Con i rifornimenti bloccati e le cisterne ferme nelle raffinerie, la carenza di benzina e gasolio sta innescando un effetto domino che travolge trasporti pubblici, collegamenti marittimi e la grande distribuzione.
Napoli a secco: code chilometriche e prezzi alle stelle
In tutta la città e nell’hinterland la caccia al pieno è diventata frenetica. Si registrano auto in coda in via Caio Duilio, a Fuorigrotta, e lungo l’intera direttrice portuale che comprende via Marina, via Volta e via Vespucci. Situazione critica anche a via Foria, Doganella e al Corso Vittorio Emanuele, dove gli automobilisti assaltano le poche pompe che hanno ancora scorte nei serbatoi.
In questo scenario di incertezza, non mancano i casi di sciacallaggio: sul web circolano immagini di prezzi al litro che hanno raggiunto cifre vergognose. È la legge della scarsità a dettare il ritmo del caos, con la domanda che polverizza le scorte residue in poche ore.
Autostrade bloccate: i nodi della protesta
Il cuore della protesta batte lungo le arterie autostradali. Questa mattina, alla barriera di Salerno dell’A30 (Mercato San Severino), i tir sono rimasti incolonnati sotto una pioggia battente. Le criticità maggiori si registrano:
- al nodo Caserta-Salerno, con oltre 3 km di coda per chi proviene da Roma;
- allo svincolo di Nocera Pagani, chiuso in uscita;
- allo svincolo tra l’A1 e la SP1 Casoria per chi è diretto verso la SS7 Appia.
Gli autotrasportatori hanno già annunciato che i blocchi proseguiranno almeno fino al 27 ottobre, data in cui è previsto un vertice con il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini.
Isole nel baratro: Ischia e Procida rischiano l’isolamento
La situazione è drammatica nel Golfo di Napoli. A Procida il carburante è prossimo all’esaurimento e Ischia teme lo stesso destino. Martedì mattina, la nave che trasporta carburante da Pozzuoli non è partita, spingendo la Caremar a chiedere alla Prefettura un piano emergenziale. Senza rifornimenti, i traghetti potrebbero fermarsi già da giovedì mattina, mentre gli aliscafi hanno ormai i giorni contati.
Stop a bus e treni: i tagli di EAV e ANM
Il trasporto pubblico è tra i settori più colpiti. EAV ha già comunicato un drastico piano di tagli:
- riduzione e sospensione di numerose linee automobilistiche (102, 106, 922, 924 e altre 18 linee);
- sospensione dei bus a Procida dal 24 ottobre e a Ischia dal 27;
- rischio stop per i servizi ferroviari, inclusa la tratta Napoli-Piedimonte, a partire dal 24 ottobre.
Anche ANM e Air Campania hanno lanciato l’allarme: le scorte stanno finendo e senza un intervento urgente della Prefettura, il servizio pubblico urbano potrebbe cessare a breve.
Supermercati vuoti e rifiuti in strada
L’effetto della protesta si sente anche nel quotidiano dei cittadini. Nei supermercati è scattata la corsa all’accaparramento, simile a quella vista durante il lockdown. Gli scaffali di prodotti freschi (frutta, verdura, latticini) sono vuoti, e iniziano a scarseggiare anche scatolame e beni di prima necessità come la carta igienica.
Infine, l’allarme riguarda anche l’igiene urbana: Asìa Napoli ha segnalato difficoltà per i camion della spazzatura nel raggiungere i siti di stoccaggio. Da domani, la raccolta dei rifiuti in strada potrebbe subire pesanti rallentamenti, aggravando ulteriormente la crisi di una regione già allo stremo.
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