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Marano, accusa il genero di minacce col coltello: ma la bodycam lo salva e smentisce tutto

Una vicenda che avrebbe potuto trasformarsi in un dramma giudiziario si è risolta grazie all’uso della tecnologia e alla lungimiranza dei legali. A Marano, in provincia di Napoli, un uomo è stato accusato dalla moglie e dalla suocera di averle minacciate con un coltello subito dopo un incontro con i servizi sociali per la gestione dei figli. Tuttavia, la versione delle due donne è stata clamorosamente smentita dai filmati di una bodycam che l’uomo indossava su consiglio dei suoi avvocati, Angelo e Sergio Pisani, proprio per tutelarsi da eventuali tentativi di incastratlo con false testimonianze.

La trappola sventata dai video

L’intervento dei Carabinieri è scattato nei pressi della caserma di Marano, richiamati dalle urla della suocera che sosteneva di essere in pericolo. Secondo la denuncia presentata dall’uomo, la realtà documentata dai video sarebbe però opposta: sarebbe stata proprio la suocera ad avvicinarsi a lui con un coltello in pugno, per poi urlare aiuto e accusare il genero di aggressione non appena sono giunti i militari. I cinque video estratti dalla telecamera nascosta mostrano chiaramente la dinamica dei fatti, rivelando quello che i legali definiscono un tentativo di attribuire all’assistito condotte violente in realtà subite.

La salvezza del legame genitoriale

L’esito di questa vicenda ha avuto un impatto immediato sulla vita familiare dell’uomo. Già condannato in passato per accuse che ha sempre dichiarato essere false, il protagonista della vicenda rischiava il carcere e la perdita definitiva del diritto di vedere i propri figli. Grazie alla prova video, la sua posizione è stata chiarita e potrà continuare a frequentare i bambini attraverso incontri protetti. Le immagini sono ora al vaglio degli inquirenti per valutare la posizione delle due donne e accertare l’ipotesi di calunnia e minacce aggravate, ristabilendo una verità che, senza il supporto tecnologico, sarebbe stata difficilmente dimostrabile.

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