“Sarà un inverno devastante, fate provviste!”. Cos’è El Niño e perché tutti lo temono

Scopri cos'è El Niño, come influenza il clima mondiale e perché il 2027 potrebbe essere l'anno più caldo di sempre. Le previsioni per l'autunno e l'inverno in Italia.

Il clima della Terra è una ragnatela invisibile dove ogni filo è connesso: se uno si spezza, l’intera struttura vibra. È quello che sta accadendo con El Niño, un fenomeno climatico periodico che gli scienziati definiscono come un “mal di pancia” dell’Oceano Pacifico capace di far venire la “febbre” al resto del mondo. Secondo le Nazioni Unite e il governo britannico, ci troviamo di fronte a un evento di proporzioni mai viste negli ultimi mille anni, capace di rendere il 2027 l’anno più caldo mai registrato a causa della combinazione tra calore oceanico e riscaldamento globale.

Come funziona il “respiro” dell’oceano e perché ci riguarda

In condizioni normali, i venti spingono l’acqua calda verso l’Asia, permettendo all’acqua fredda e ricca di nutrienti di risalire lungo le coste del Sud America. Durante El Niño, questo meccanismo si inverte: l’acqua calda torna verso l’America e si ferma lì, bloccando la catena alimentare marina. Questo apparente dettaglio termico scatena un effetto domino devastante: mentre in Perù si verificano alluvioni catastrofiche, dall’altra parte del globo, in Australia e Indonesia, l’aria diventa secchissima, provocando siccità estreme e incendi devastanti. I fili di questa tela arrivano fino alle nostre tavole: quando El Niño colpisce, il prezzo del pane, del caffè e del grano può impennarsi a causa dei raccolti distrutti in India e America Centrale.

L’allarme dei governi: “Preparate scorte di cibo”

La gravità della situazione ha spinto le autorità internazionali a lanciare appelli senza precedenti sulla resilienza domestica. La ministra inglese dell’Ambiente, Angela Eagle, ha sottolineato la necessità di farsi trovare pronti di fronte a un evento meteorologico estremo che potrebbe mettere a dura prova i servizi di emergenza. Il messaggio è chiaro: occorre razionalizzare le risorse e prepararsi a possibili interruzioni nelle catene di approvvigionamento. La ministra ha infatti dichiarato apertamente: “Se avete una scorta di cibo che vi permetta di sopravvivere per un po’ prima dell’arrivo dei servizi di emergenza, sarete in una situazione molto migliore rispetto agli altri”. Non si tratta di allarmismo, ma di un invito ad adattarsi a una “transizione agricola” e sociale necessaria per affrontare inondazioni e crisi idriche.

Cosa accadrà in Italia: un inverno a due facce

Sebbene in passato l’Italia fosse considerata ai margini di questo fenomeno, l’eccezionale surriscaldamento del Pacifico (salito di ben tre gradi) suggerisce ripercussioni anche sul Mediterraneo. Secondo il meteorologo Mario Giuliacci, l’inverno italiano potrebbe viaggiare a due velocità. Una prima parte, tra novembre e dicembre, si preannuncia tiepida e scialba, in linea con la tendenza degli ultimi anni. Al contrario, la seconda parte (gennaio e febbraio) potrebbe rivelarsi molto dinamica, con frequenti eruzioni di aria polare che porterebbero ondate di freddo e nevicate intense. Anche l’autunno potrebbe segnare un cambio di passo, con un aumento della piovosità e perturbazioni atlantiche più frequenti, mantenendo però temperature complessivamente sopra la media stagionale.