Un’inchiesta, nata dai sospetti di una madre e supportata da registrazioni audio, sta scuotendo una scuola dell’infanzia a Giugliano in Campania. Una ventina di famiglie, rappresentate dall’avvocato Francesco Petruzzi, ha presentato un esposto ai carabinieri per denunciare i presunti comportamenti violenti di alcune insegnanti verso i bambini.
L’origine dei sospetti e lo zainetto “spia”
Tutto sarebbe partito dal malessere di un bambino di soli due anni. Il piccolo avrebbe manifestato segnali preoccupanti: disturbi nel sonno, la tendenza ad “autopunirsi” e il gesto istintivo di tapparsi le orecchie ogni volta che un adulto alzava la voce. Spinta da questi timori, la madre ha deciso di nascondere un registratore nello zaino del figlio, raccogliendo otto file audio che documenterebbero quanto accadeva in classe lo scorso 15 ottobre.
Cosa rivelerebbero i file audio
Dalle registrazioni, poi condivise su un gruppo WhatsApp dei genitori, emergerebbero scenari inquietanti. Le docenti avrebbero rivolto ai piccoli minacce pesanti come “ti rompo la testa”, “ti scamazzo” (ti schiaccio) o “adesso le buschi”. Oltre alle violenze verbali, nei nastri si udirebbero distintamente rumori riconducibili a schiaffi, accompagnati dal pianto prolungato e inconsolabile dei bambini.
La reazione delle famiglie
Una volta ascoltato il contenuto dei file, i genitori hanno scelto di non mandare più i figli a scuola e si sono radunati davanti all’istituto per chiedere chiarimenti, che però non sarebbero stati forniti. La protesta si è poi spostata in caserma, dove sono stati consegnati i file audio. Ora spetterà ai militari verificare la veridicità delle registrazioni e accertare se i piccoli siano stati effettivamente vittime di maltrattamenti sistematici all’interno della struttura scolastica.
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